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Paul Valery:

"IL MODO MIGLIORE PER REALIZZARE I PROPRI SOGNI E' SVEGLIARSI"

investigare


Ci fu un periodo in cui dovendo decidere su cosa fare da grande (in verità ero già grande, ma questo e’ un dettaglio secondario) diressi la mia attenzione verso il mondo delle INVESTIGAZIONI PRIVATE.

Gia’ mi occupavo di investigazioni immobiliari (e me ne occupo tuttora), ma pensai che fosse giunto il momento di estendere la mia attività verso un settore che sin da adolescente mi aveva sempre affascinato come lettore compulsivo di romanzi e fumetti,  nonché appassionato spettatore di opere cinematografiche, teatrali e televisive, rientranti tutti nelle categorie del poliziesco, detective story, thriller, mistery, hard boiled, noir. Un genere narrativo d’invenzione sintetizzato, unicamente nel nostro Paese, dal termine “giallo”, a causa del colore - appunto giallo - della copertina di una collana di libretti da edicola pubblicata da Arnoldo Mondadori nel secolo passato.

Dovendo scegliere una scuola a cui iscrivermi tra quella di indirizzo Logico - Deduttivo (Sherlock Holmes, Hercule Poirot, Ellery Queen), quella di indirizzo Pratico - Poco Professionale  (Philip Marlowe, Mike Hammer, Duca Lamberti), quella di indirizzo Sociale - Psicologico (Nero Wolfe, Maigret, Colombo, Derrick e Don Matteo), optai decisamente per la prima, stante la mia confidenza decennale con il sillogismo aristotelico, temperato però dal  buon senso contadino delle mie origini.

Tutti gli eredi del defunto sono sospetti - Tizio è erede del defunto - Tizio e’ sospetto.

Ma Tizio all’ora dell’omicidio stava raccogliendo il grano con la falce fenàra in compagnia di Sempronio, Mevio e Calpurnia - Sempronio, Mevio e Calpurnia confermano l’alibi di Tizio (seppure aggiungendo irrilevanti considerazioni circa l’inesperienza di Tizio nell’uso del detto attrezzo colonico, non ultima causa della perdita definitiva degli arti inferiori di alcuni suoi sfortunati vicini di mietitura) - Tizio è innocente.

La lettura del libro di Antonio Manganelli e Franco Gabrielli per i tipi della CEDAM, gloriosa casa editrice di testi giuridici, fu la svolta risolutiva.

Armato di cappello da cacciatore di anatre, lente d’ingrandimento da collezionista di francobolli, soluzione sette per cento di aspirina, mi recai presso la Prefettura di Ancona, per inoltrare la domanda per il rilascio della sospirata  licenza di investigatore privato.

La dottoressa Argiunti  fu molto gentile e comprensiva, mi spiegò i requisiti richiesti, mi consigliò l’apertura di uno Studio in beige (il suo colore preferito) e mi consegnò tutti i moduli da compilare, ai quali avrei dovuto allegare la ricevuta di un esiguo versamento di euro 20.000,00 per il deposito cauzionale.

Proprio non me la sentii di ridipingere tutta casa in beige, così rinunciai al tanto vagheggiato nuovo lavoro e mi consolai ascoltando “watching the detectives” di Elvis Costello per un paio d’ore di fila.